Immagini senza tempo

Luciana Vettorel Ghidini continua il suo viaggio di fede e spiritualità attraverso il nutrito ciclo di opere, iniziato tempo fa, dal titolo suggestivo:”I pilastri della fede”. Con un lessico pittorico chiaro, efficace ed immediato, l’artista sembra voler mettere in comunicazione cielo e terra. Edifici religiosi appartenenti a culti differenti si ergono nella magnificenza dei colori e dei bagliori che la carta, dipinta con la consueta e celebrata maestria, esalta con rara freschezza. Scie luminose, astri infuocati, parabole di luce e di riflessi celebrano una condizione interiore forte e profonda, che nella contemplazione del  divino e del soprannaturale trova il proprio fondamento. Commuovono i profili delle architetture nutrite di cupole e guglie dentro un orizzonte celeste puntellato di oro e di stelle intermittenti. Il linguaggio dei segni assume il valore di una liturgia cosmica rara e preziosa come una preghiera la cui eco avvolge ogni spazio e ogni tempo. I titoli stessi delle opere si caricano di annunci trascendentali, di aspirazioni conclamate verso entità invisibili. La scelta stilistica e compositiva legata, in alcuni casi, a ritmi e movenze d’ispirazione naïf, accentua il carattere di una narrazione semplice che, legata al quotidiano, si trasforma in visione poetica e magica della realtà.
Il gioco delle forme celebra il rapporto dei pieni e dei vuoti: Luciana Vettorel Ghidini concede ampio respiro a brani di cielo e di aria, materiale e immateriale si incontrano nell’apparente assenza di gravità e nell’universale elevazione di lode.
Gli accesi rapporti cromatici accompagnano il fuoco dell’orazione e tutta l’orchestrazione pittorica si trasforma incanto di gioia, in anelito di pace, di speranza e di unione fra popoli e generazioni diverse. Ogni singola immagine rappresenta la perla di una collana esibita e con profonda partecipazione ed emozione, quasi si trattasse di un ancòna sacra scintillante di cristalli di quarzo e polvere d’oro.
Il tripudio di luce si fa testimonianza di una pittura vissuta come esperienza sensibile tesa a tradurrè l’ineffabile mistero divino contenuto nella pienezza della vita di un “ eterno presente “.

Lorena Gava 2014

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